Intossicati al cenone, “Giocamondo” condannata

Ascoli Piceno – Il giudice di pace Francesca Volpi ha condannato la società Giocamondo, che gestisce la struttura “Oasi di Carpineto”, per il cenone organizzato in occasione del Capodanno 2014, a risarcire un cittadino di Monteprandone che ave­va ac­cu­sa­to for­ti do­lo­ri allo sto­ma­co, dis­sen­te­ria, spa­smi e feb­bre.

Il caso in oggetto, è uno dei numerosi casi segnalati all’autorità giudiziaria dai partecipanti alla cena. In molti accusarono malori in seguito alla serata conviviale organizzata nella struttura. Sui giornali si è parlato addirittura di centinaia di casi, anche se a fare causa alla società organizzatrice furono una minima parte di essi. Secondo il giudice (e i referti medici) si trattò di salmonellosi.

Gli esa­mi cli­ni­ci mi­se­ro in luce un’in­fe­zio­ne da sal­mo­nel­lo­si. Se­con­do la scien­za me­di­ca – si scrive nella sen­ten­za – la con­ta­mi­na­zio­ne da sal­mo­nel­la è sem­pre con­se­guen­za del­la man­ca­ta e/​o non cor­ret­ta os­ser­van­za del­le li­nee gui­da in ma­te­ria di con­ser­va­zio­ne e pre­pa­ra­zio­ne di cibi av­ve­le­na­ti e ali­men­ti de­sti­na­ti alla som­mi­ni­stra­zio­ne”.

Per­tan­to l’e­vi­den­za cli­ni­ca del­l’in­tos­si­ca­zio­ne ali­men­ta­re, pro­va­ta nel caso di spe­cie dai nu­me­ro­si casi de­nun­cia­ti e trat­ta­ti an­che da que­sto Giu­di­ce e nem­me­no con­te­sta­ti in or­di­ne alla do­cu­men­ta­zio­ne for­ni­ta da par­te at­tri­ce, pro­va l’i­na­dem­pi­men­to qua­li­ta­ti­vo del­la Gio­ca­mon­do spa. Quin­di sul­la base del­la pro­va te­sti­mo­nia­le espe­ri­ta, del­le di­chia­ra­zio­ni  pro­ve­nien­ti dal con­ve­nu­to (non in­te­gri­tà del cibo som­mi­ni­stra­to e de­nun­cia alla Asur di zona) e sul­la base del ri­scon­tro di casi iden­ti­ci di per­so­ne che frui­ro­no lo stes­so ser­vi­zio ri­tie­ne que­sto Giu­di­ce di po­ter con­si­de­ra­re pro­va­to il nes­so cau­sa­le tra pre­sta­zio­ne e le­sio­ne. Né il con­ve­nu­to (Gio­ca­mon­do) ha for­ni­to pro­va che quan­to ac­ca­du­to sia sta­to do­vu­to a cau­sa a lui non im­pu­ta­bi­le”.

Sul­la base di que­ste con­si­de­ra­zio­ni il giu­di­ce con­dan­na Gio­ca­mon­do “e per essa la Ge­ne­ra­li Ita­lia Spa al pa­ga­men­to del­la som­ma di 55 euro qua­le rim­bor­so per le spe­se so­ste­nu­te per il ce­no­ne di Ca­po­dan­no e 900 euro per dan­ni fi­si­ci su­bi­ti e spe­se me­di­che so­ste­nu­te, ol­tre in­te­res­si (…) con­dan­na al­tre­sì la con­ve­nu­ta e per essa la Ge­ne­ra­li Ita­lia Spa al pa­ga­men­to al­l’avv. Ca­scio (av­vo­ca­to del­l’at­to­re) del­la som­ma di 755 euro”.

Prima della sentenza Giocamondo aveva cercato una conciliazione offrendo dei risarcimenti, anche se l’avvocato difensore della società aveva spiegato sulle pagine del Resto del Carlino che nessuna mancanza era imputabile all’organizzazione.

Per il cenone in oggetto è in corso anche un processo penale, con imputato il rappresentante legale di Giocamondo, Stefano De Angelis. Un procedimento sospeso per il terremoto e che riprenderà il 15 Settembre.
Una decina le persone che si sono costituite parte civile. L’imputato è accusato di lesioni colpose.

La struttura non ha più funzione di ristorante, ad oggi, ma è impiegata nell’accoglienza dei rifugiati.

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