Il Dopo-Castelli è un rebus. Centrodestra spezzettato, almeno 6 i papabili candidati

Ascoli Piceno – Nonostante le giornate estive e i tempi che potrebbero sembrare prematuri, l’ambiente politico è in fermento soprattutto nel centrodestra piceno. Gli uffici dei partiti sono anche loro al lavoro per trovare la quadra sul successore di Guido Castelli alla guida della coalizione.

CASTELLI ALLA CAMERA?
In realtà la legislatura di 5 anni del sindaco dovrebbe finire nella primavera 2019, il che lascerebbe ancora molti mesi di respiro agli strateghi. Ciò che però tiene in apprensione gli addetti ai lavori è la possibilità (non remota) che Guido Castelli dia le dimissioni per essere candidato alla Camera dei Deputati o al Senato(molto più difficile) per i quali il voto è previsto a Febbraio/Marzo 2018. L’ascesa recente del personaggio Guido Castelli potrebbe portarlo al Parlamento nonostante sia stato egli stesso a smentire questa ipotesi a più riprese, rassicurando gli altri sulla conclusione della legislatura al Comune di Ascoli Piceno fino al 2019. I più maliziosi le definiscono dichiarazioni di circostanza.

ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE?

Abbiamo già detto che le elezioni politiche sono previste per i primi mesi del 2018, ma la reale tenuta del “governo Gentiloni” è messa da tempo in discussione. La rinuncia allo IUS SOLI (osteggiato da Alfano ed Area Popolare) e le dimissioni del Ministro Costa, sembrano precursori dei fuochi d’artificio che potrebbero verificarsi a breve, e di cui potrebbe farne le spese la fiducia al “governo Gentiloni”, con la possibilità di elezioni anticipate che obbligherebbero Castelli a lasciare da subito la carica di sindaco.

LA SITUAZIONE ASCOLANA

Guido Castelli ha già impegnato tutti gli attuali consiglieri ed assessori, con un documento firmato e sottoscritto singolarmente, ad un percorso unitario verso il suo successore che verrà scelto appunto da lui stesso. Carta straccia secondo gli esperti. Un accordo che potrebbe venir meno in caso di differenza di vedute.

I PARTITI E LA DOPPIA ‘FORZA ITALIA’

La Lega Nord, con una nota stampa, ha già fatto sapere al sindaco di voler essere coinvolta nel percorso di scelta del futuro candidato, pur ribadendo la fedeltà al centrodestra. Una nota che però già delegittima, almeno parzialmente, o quantomeno corregge il documento menzionato in precedenza.

Fratelli d’Italia pare il partito più in linea con l’attuale sindaco, visto il ruolo di delfino di Castelli che Marco Fioravanti (referente provinciale del partito e presidente del consiglio comunale) si è ritagliato. Un ruolo di sostegno che però potrebbe sottendere a qualche contropartita di rilievo al momento della scelta del candidato.

I centristi di Alfano e Area Popolare paiono al momento defilati e senza esponenti di spicco da portare alla ribalta dell’Arengo.

La situazione più spinosa appare proprio quella di Forza Italia nella quale convivono più correnti e linee di pensiero. Una corrente, più irrigimentata nella struttura di partito è quella di Piero Celani (consigliere regionale ed ex sindaco) e Umberto Trenta, i quali godrebbero dell’appoggio incondizionato di figure di spicco del partito come Tajani e Berlusconi. Altra corrente è quella appunto del sindaco Castelli (e di Massimiliano Brugni) e dei suoi fedelissimi, con una visione più indipendentista/localista e meno legata ai vertici del partito. Un’altra miriade di sfaccettature è rappresentata dagli altri componenti del sodalizio amministrativo (Valentino Tega e Donatella Ferretti su tutti).

I PAPABILI CANDIDATI SINDACI

Nella situazione sopra descritta, che assomiglia sempre più ad un rebus di difficile soluzione si fanno avanti numerose ipotesi.

Mentre in passato le voci più insistenti davano Donatella Ferretti come successore naturale di Guido Castelli, oggi invece le sue quotazioni appaiono in discesa.

In forte ascesa sembra esserci Massimiliano Brugni, che gode dell’appoggio dell’entourage di Castelli e potrebbe non dispiacere a Lega e FDI. Questa attualmente pare la soluzione più accreditata.

Una soluzione che però non soddisferebbe a pieno il partito di Forza Italia che pare invece orientata a riproporre Piero Celani, già sindaco prima del “decennio Castelli” e molto amato in città, per una terza legislatura. La sua candidatura potrebbe disinnescare il “nodo Aliberti/Travanti/Petrelli”: ferventi oppositori di Castelli che presentarono già diverse liste nel 2014 a sostegno di Davide Aliberti e che potrebbero, invece, convergere sul nome dell’ex sindaco residente a Marino del Tronto.

Per mettere tutti d’accordo potrebbe spuntare un nome “terzo”, avulso al dualismo Celani-Castelli e alle logiche dei rispettivi gruppi di lavoro. Tra questi, alla finestra, c’è sempre Valentino Tega, attuale assessore con ambizioni da candidato e il sempreverde Walter Gibellieri, spesso ago della bilancia nelle dispute interne alla destra.

Un’altra ipotesi è quella che vede come prossimo candidato Marco Fioravanti, che seppur in quota Fratelli d’Italia, da tempo lavora come ombra di Guido Castelli e potrebbe veder premiata la propria fedeltà. Il suo nome potrebbe rientrare nell’ambito di una più ampia divisione dei candidati tra i partiti e nella crescita di un giovane politico nelle Marche.

LO SCENARIO SENZA ACCORDO

Un centrodestra così spezzettato e dilaniato dalle fazioni e dalle troppe ambizioni personalistiche, apre la visuale anche ad uno scenario diverso. La soluzione appare difficile e intricata e le trattative saranno frenetiche. Nel caso non si riuscisse a trovare l’accordo sul nome e sulle alleanze, potremmo vedere anche più di un candidato. In questo caso sarebbe curioso vedere l’orientamento dei simboli di partito. La situazione ovviamente rimetterebbe in corsa anche la sinistra per la poltrona di sindaco, ma i ben informati dicono che i contrasti tra gli uomini del centrodestra sono forti e l’ipotesi di candidati multipli non è affatto una eventualità remota.

FUORI DAL GREGGE

Da non sottovalutare è infine la situazione delle compagini fuori dall’amministrazione e dall’accordo politico. Su tutte merita una menzione CasaPound, movimento in ascesa a livello nazionale che ha ben figurato nelle recenti amministrative Italiane. Il movimento è forte ed attivo anche ad Ascoli Piceno, dove non si è mai presentato alle elezioni amministrative, ma alle ultime politiche e alle europee il risultato non è stato irrisorio. La posizione è però radicale e il movimento esclude accordi col centrodestra unitario. Quasi sicuramente il movimento proporrà autonomamente un suo candidato sindaco, che potrebbe essere il responsabile Giorgio Ferretti. Diverso potrebbe essere il discorso nel caso il centrodestra non trovasse la quadra.

Anche Giulio Natali, ex vice-sindaco e consigliere regionale, dopo l’abbandono di Fratelli d’Italia, pare al lavoro su una lista civica esterna al centrodestra. La convergenza con la lista di CasaPound è tutt’altro che impossibile. Si potrebbe creare una compagine interessante che causerebbe qualche grattacapo al centrodestra.

Fuori dalla grande coalizione anche il “civico” Davide Aliberti, in buone relazioni con gli “anti-Castelli” per eccellenza Claudio Sesto Travanti e Francesco Petrelli, di cui abbiamo già parlato. Con una porta però aperta sulla candidatura di Piero Celani che potrebbe far rientrare i tre nei discorsi di coalizione.

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