Troppi furbetti? “E’ una vergogna!”. Bufera sui contributi per il sisma

E’ bufera senza precedenti sui contributi erogati da un decreto regionale che si proponeva di indennizzare con 5mila Euro lavoratori autonomi, partite iva e liberi professionisti che ne facevano richiesta, in seguito alla chiusura o sospensione delle attività dopo il sisma. Le maglie larghe del decreto, che non indicava tempi di chiusura o sospensione dell’attività (un giorno o un anno non fa differenza) nè richiedeva riscontri per il reale calo del fatturato, hanno permesso a numerosi furbetti di inserirsi nelle liste dei beneficiari.

Tanti, troppi, i nomi dei politici, degli amministratori e dei loro stretti collaboratori che hanno beneficiato dei 5mila euro. Così tanti da far sbottare anche i sindaci dei paesi maggiormente colpiti dal sisma.

Le maggiori attenzioni sono concentrate sul territorio di Castel Di Lama, dove il numero di richiedenti del contributo(86) è stato maggiore rispetto ad Ascoli Piceno(69), nonostante l’incidenza del terremoto e il numero di sfollati sia nettamente inferiore in confronto al capoluogo. Gli assegni da 5 mila euro arrivati a Castel Di Lama sono in numero inferiore solo ad Arquata(134) ed Acquasanta (197), ma in questi ultimi comuni il sisma ha picchiato così duro da smembrare integralmente il tessuto lavorativo.

Fari puntati anche su altri comuni come Folignano, Offida e Maltignano dove balzano agli occhi i nomi di alcuni amministratori. Anche l’elenco di Ascoli Piceno sotto la lente d’ingrandimento per stanare i furbetti.

I NOMI IN EVIDENZA

Ad Ascoli Piceno balza agli occhi il nome di Michela Fortuna, assessore comunale, proprietaria di una farmacia sulla strada per Acquasanta, oltre a molti altri professionisti.

A Castel Di Lama tra gli altri troviamo: il sindaco Francesco Ruggieri, l’ex sindaco Patrizia Rossini, l’ex presidente del consiglio provinciale Cinzia Peroni e il segretario del Partito Democratico Enrica Pieragostini ed Adelmo Ciabattoni.

A Maltignano spiccano i nomi del sindaco Armando Falcioni e del capogruppo dell’opposizione Domenico Talamonti.

A Folignano tra gli altri, il consigliere comunale Daniela Santoni, l’ex assessore Daniele Ricciotti che inoltre ha trovato lavoro in comune proprio grazie al terremoto, e Natascia Troli, presidente della confartigianato di Ascoli.

A Offida non mancano sindaco ed ex sindaco, Valerio Lucciarini e Lucio D’Angelo, oltre al consigliere Ermanno Mandozzi.

A Colli del Tronto a beneficiare dei 5mila euro è stato anche l’assessore Fabio Morganti.

A Comunanza su tutti il vicepresidente della fondazione Carisap Sergio Maria Remoli, il consigliere Giuseppe Giustozzi e l’ex consigliere Denis Berrettarossa

IL SOSPETTO

La poca comunicazione in merito e le relazioni che possono essere ricostruite dietro le liste dei beneficiari portano molti a pensare che ci sia stato un passavoce tra gli addetti ai lavori (amministratori e conoscenti), tagliando fuori gli altri, poco informati. E’ inoltre evidente la corrente politica a cui aderiscono gli amministratori, soprattutto in vallata, che hanno usufruito maggiormente dell’indennizzo.

LE REAZIONI

Tanti i sindaci che hanno denunciato l’operazione pubblicamente, principalmente dal punto di vista etico, che su quello giurisprudenziale, su tutti il sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni che ha parlato apertamente di “vergogna” e si è detto intenzionato a scrivere al premier Gentiloni.

Sulla stessa linea anche Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto che alimenta il sospetto che qualcosa non abbia funzionato: “Spiace vedere i nomi di tanti colleghi nelle liste pubblicate, il dubbio è che qualcuno abbia fatto il furbo”.

Anche Guido Castelli è intervenuto con una nota chiedendo un diretto intervento di Vasco Errani, commissario del terremoto, per chiarire i punti oscuri della vicenda. Secondo Castelli è in ballo la credibilità del “sistema terremoto”.

Armando Falcioni, sindaco di Maltignano e beneficiario del contributo, si è invece schierato a difesa di chi ha fatto la richiesta: “Il lavoro si è fermato, non ci sono scandali”.

Tra i più accaniti accusatori dei furbetti ci sono invece Claudio Sesto Travanti e Francesco Petrelli che su facebook rimbalzano i nomi “sospetti” delle liste oltre alle liste stesse. Travanti avrebbe anche segnalato e denunciato le incongruenze alla Guardia di Finanza. Petrelli paventa invece un sistema clientelare nel quale sono stati informati solo “gli amici degli amici”.

Anche Giorgio Ferretti di CasaPound ha commentato duramente su facebook l’erogazione anomala dei contributi: “Lo hanno saputo solo gli amministratori e gli amici degli amici, che guardacaso in gran parte sono organici al sistema del Partito Democratico. Che Schifo!”

Scatenata Barbara Tomassini, presidente Cna Artistico Marche e membro di giunta della Camera di Commercio, che in un’intervista ha ribadito l’importanza dell’etica di fronte alle maglie larghe del decreto. «Vergogna, profondissima vergogna… Conosco molti nominativi di quell’elenco folignanese (dove risiede e lavora) e non trovo tra loro un solo vero commerciante o artigiano con attività vera. Che vergogna che siete. Non meritate la stima di nessuno»

Anche l‘ordine dei commercialisti ha chiesto lumi sui “professionisti furbetti” tramite il proprio portavoce Carlo Cantalamessa: «Chiediamo pubblicamente accurate e capillari verifiche da parte della autorità preposte, sul rispetto dei requisiti di accesso ai benefici del contributo regionale di 5mila euro (previsto dall’articolo 45 del decreto convertito in legge), anche a beneficio e a tutela della categoria»

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