Cacia: “Bellini? Torni in città, la realtà è ben diversa da quella che gli raccontano”

E’stato intervistato dal Resto del Carlino l’ex bomber bianconero Daniele Cacia dove ha parlato del suo presente al Cesena, dell’eliminazione dell’Italia al Mondiale 2018 e soprattutto del suo passato nel capoluogo piceno.

Da pilastro in campo e nello spogliatoio ad “appestato” tenuto nascosto dalla società fino alla cessione. Come è possibile?

“Innanzitutto ringrazio il DS Marroccu per avermi dato la possibilità d approdare all’Ascoli e conoscere da un lato una piazza devastante come quella bianconera e dall’altro un dirigente, lui, con gli attributi quadrati, non un aziendalista e raccomandato come ce ne sono tanti in giro. Poi, passando al “periodo caldo” che ha preceduto la mia cessione posso dire che a Bari, dove iniziarono i problemi, chiesi solo chiarezza, per l’ennesima volta. Tutto qui. La successiva mancata convocazione per il ritiro fu solo la prima parte di un disegno che ancora oggi non ho capito da chi fosse orchestrato, anche perché cambiavano normalmente gli interlocutori”.

Va bene, ma almeno la ragione della cessione l’ha mai capita?

“No, perché cambiavano in continuazione anche quelle. Una volta sentivo parlare di motivi economici, poi tecnici, addirittura comportamentali e quando chiedevo chiarezza l’unico ritornello era lo scaricabarile delle responsabilità verso il presidente. Oggi, a freddo e da esterno, vedendo tutto quello che sta succedendo presumo che il nostro allontanamento fosse legato alla necessità di ridurre il confronto interno con professionisti esperti, di carisma e personalità”.

Dopo la sua cessione Bellini disse, riferito alla buonuscita, che lei “voleva sempre più soldi”. A distanza di tempo come commenta queste affermazioni?

“Sorrido. E mi unisco a tutte le persone che in questo momento invitano il presidente ad essere più presente ad Ascoli per vedere le cose con i propri occhi. La realtà è ben diversa da quella che gli raccontano certe persone”.

Più volte, dopo il suo addio, lei ha usato l’espressione “certe cose le ho viste solo ad Ascoli”. Che cosa intendeva?

“Sono sul viale del tramonto e vedo il  mio futuro come Ds. Avendo avuto in passato buoni maestri, credo di aver capito come muovermi in questo mondo. Vi assicuro che negli ultimi mesi ad Ascoli ho imparato ciò che non dovrò mai fare. Avete visto la situazione Perez come è stata gestita? Lasciamo stare”.

Per la prima volta in tre anni l’Ascoli è ultimo in classifica da solo: se lo aspettava?

“Ho grande rispetto per i miei ex compagni e tifosi. Sono molto dispiaciuto per loro, ma c’è chi ha seminato vento e ora…”

I tifosi hanno messo nel mirino il dirigente Cardinaletti: anche secondo lei è l’unico responsabile o ce ne sono altri?

“Personalmente ho ricevuto poca chiarezza da più di un dirigente”.

Per tirarsi fuori da un momento come questo cosa serve più di tutto?

“Non posso parlare del presente, ma vi posso dire quella che è stata la ricetta delle due salvezze che ho vissuto lì: zoccolo duro nello spogliatoio formato da uomini veri e coesione squadra-tifosi”.

Anche per lei non è una stagione facile..

“Come già detto, io non volevo andare via. Alla prima da titolare ho messo a segno una doppietta, poi mi sono infortunato anche a causa della preparazione sbagliata che sono stato costretto a fare ad Ascoli”.

Il suo saluto ai tifosi?

“Gli dico di non mollare e di continuare a sostenere chi va in campo”.

Un pensiero riguardo “Cacia: “Bellini? Torni in città, la realtà è ben diversa da quella che gli raccontano”

  • 23 Novembre 2017 in 17:43
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    e’ un pezzo che dico da tifosa che segue l’ascoli calcio da 45 anni,che la preparazione atletica è sbagliata ,fatta da cani che non meritano di essere chiamati preparatori atletici, gli altri giocatori corrono noi dormiamo …….BELLINI SVEGLIATI E VIENI A VEDERE A CHI HAI CONSEGNATO LE CHIAVI DELL’ASCOLI CALCIO…..PERSONE INCOMPETENTI

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