Nelle scuole ascolane il Blocco è inarrestabile, 6 studenti su 10 votano i fascisti

Ascoli Piceno – E’ un boom senza precedenti quello collezionato dal Blocco Studentesco, la formazione contrassegnata dal fulmine cerchiato, che tanto ha fatto parlare di sé nei giorni recenti. I numeri sono impressionanti e preoccupano le formazioni della sinistra, ormai ridotta a forza relativa nelle scuole del capoluogo Piceno.

Secondo i numeri diffusi in una nota, il Blocco Studentesco ha collezionato il 58,3% dei voti nelle scuole superiori. Una vera e propria valanga di voti: 2803 su 4801 preferenze. Più della metà dei voti espressi. Numeri da plebiscito che se si parlasse del Parlamento garantirebbero una “maggioranza bulgara” indipendentemente dalla riforma elettorale.

Con 10 rappresentanti di istituto e di consulta eletti, guadagnare la presidenza provinciale dell’organo è stata una passeggiata di salute per i “fascisti del terzo millennio”. Lo scorso anno fu necessaria una improbabile alleanza tra studenti di Forza Italia e forze della sinistra per strappare la carica di presidente al candidato del Blocco Studentesco. Quest’anno neanche l’asse destra/sinistra ha potuto nulla. Alberto Falcioni, studente del liceo scientifico, è diventato presidente della Consulta Provinciale.

Il movimento del Blocco Studentesco che fa riferimento a CasaPound Italia, fa un’ampia rivendicazione dell’ideologia fascista e delle sue icone, senza però mai definirsi nostalgico o passatista, sempre con occhio protratto verso il futuro con programmi ben definiti anche se difficilmente realizzabili e senza tralasciare le battaglie tradizionali del sindacalismo studentesco, vera e propria forza del movimento. Negli ultimi anni l’attenzione storica si è concentrata sull’immane sforzo italiano nella causa della prima guerra mondiale. Un argomento bistrattato dai politici e dai libri storici secondo i responsabili del movimento. La vera e propria prova di forza però c’è stata in un corteo studentesco che chiedeva sicurezza nelle scuole e le relative certificazioni antisismiche degli Istituti. Il Presidente D’Erasmo si è trovato costretto a promettere di fare il possibile agli 800 studenti scesi in Piazza e che minacciavano di occupare gli istituti.

Non sono mancate però le polemiche, giunte fino alle cronache nazionali. Uno striscione contro la presenza dei partigiani in una scuola superiore scatenò le ire della sinistra. “Fuori l’Anpi dalla nostra scuola”, scritto a caratteri cubitali accompagnò l’entrata dei rappresentanti partigiani all’ITCG “Umberto I” scatenando una bufera in città. La risposta del Blocco alle polemiche fu spiazzante: misero in vendita alcune magliette contenenti alcuni dei principali titoli utilizzati dai giornali nei giorni successivi. La più venduta, che i militanti indossano ancora oggi recita: “Schiaffo all’Anpi”, un occhiello del Resto del Carlino che è particolarmente piaciuto ai ragazzi.

Ascoli Piceno, città storicamente associata alla destra, definita recentemente “Un’isola nera in una regione rossa” anche da Concita De Gregorio su Rai3, sembra appunto vivere senza particolari imbarazzi l’avanzata di una formazione fascista tra le sue scuole.

Più preoccupata appare invece la sinistra cittadina. I giovani democratici e l’associazione Robin Hood confermano la situazione particolarmente difficile e scrivono: “il fascismo non è utopia, esiste, e la nostra città ne è la prova” e “è innegabile che manifestazioni fasciste sono sempre più frequenti nell’ascolano. Siamo alla deriva.”

Il Blocco Studentesco gli fa subito eco: “Queste associazioni non le abbiamo mai viste in città. Non riescono più a parlare agli studenti”.
A conti fatti, c’è da credergli.

Un pensiero riguardo “Nelle scuole ascolane il Blocco è inarrestabile, 6 studenti su 10 votano i fascisti

  • 29 novembre 2017 in 14:14
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    Le forze identitarie avanzano su tutta italia..unione delle forze ..fiamma tricolore..cpi.f.n.

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