Approfondimento: Il Natale di Ferruccio Squarcia

Era il 25 Dicembre, giorno di Natale per i più, ma lo scontro tra nazionalisti e repubblicani non conosceva festività nella Spagna del 1938. Ferruccio Squarcia era un ascolano vecchia maniera, partito volontario per la realizzazione di quella rivoluzione intellettuale e culturale che Niccolò Giani, di cui Squarcia era seguace, promuoveva: l’esempio doveva essere la stella polare per gli Italiani di domani.

Ferruccio Squarcia, fedele ai principi che lo avevano forgiato, fu uno dei circa 50mila italiani che partì con il “Corpo Truppe Volontarie” in sostegno attivo ai franchisti contro le forze marxiste che sostenevano la Repubblica. In breve tempo acquistò i gradi di Tenente e si fece conoscere soprattutto come corrispondente di guerra. Molti suoi articoli furono pubblicati su “Il popolo d’Italia”. In ciò aveva ovviamente un ruolo la sua storia personale che da terzino dell’Ascoli in giovane età, lo aveva poi portato a scrivere come giornalista de “Il Littoriale” (oggi Corriere dello Sport) e ad organizzare eventi sportivi divenuti celebri sul territorio, non solo nel campo calcistico.

Due giorni prima, il 23 Dicembre 1938, i nazionalisti avevano lanciato l’ “Offensiva di Catalogna” per la conquista di Barcellona, città simbolo dei repubblicani e scoglio decisivo per la vittoria dei franchisti. Ferruccio Squarcia fu impiegato nei combattimenti della catalogna e più volte si trovò in prima linea. Era stato assegnato ad un “plotone mortai” di rinforzo alle linee avanzate.

Un proiettile lo colpì alla mano nel giorno di Natale, ma Squarcia continuò a combattere fino a che la luce del giorno lo consentì. Tornato al campo si fece medicare, molto sofferente. Quest’azione in seguito alla ferita sul campo di battaglia gli valse la Medaglia d’Argento al Valore Militare, conferita in serata dai gerarchi dell’esercito. Un tale comportamento, che aveva già impressionato il comando, avrebbe permesso a Ferruccio Squarcia di avere una convalescenza tranquilla e lontana dal fronte e probabilmente di essere rimpatriato in Italia. Ma il Tenente non avrebbe mai accettato un simile epilogo della sua esperienza in Spagna. Lo spirito che lo animava gli fece rinunciare completamente alle cure. Squarcia voleva tornare al suo posto e dare il massimo per lo sforzo bellico Italiano. E così fu.

Squarcia, ferito, l’indomani tornò al comando dei suoi uomini, ma ben presto fu colpito al petto dalla mitragliatrice di un soldato nemico. Anche questa volta, ferito ancor più gravemente, Squarcia rimase sul posto per spronare e incoraggiare i suoi uomini, con una fermezza “spartana”, secondo quanto dice il conferimento della Medaglia d’Oro.

La ferita non gli diede scampo e il Tenente si spense il giorno dopo a El Cogul. L’azione gli valse la MOVM con la dicitura che riportiamo qui sotto:

«Comandante di un plotone mortai, di rinforzo ad una compagnia avanzata, sotto violento fuoco di armi automatiche e tiro aggiustato di un pezzo di artiglieria nemica, portava il suo valido appoggio in un momento di estrema crisi. Rimasto con parti delle armi inutilizzate a causa della violenta reazione nemica e vista la compagnia presa tra due fuochi, non esitava – benchè ferito ad una mano – a slanciarsi avanti col suo plotone per meglio concorrere, con il lancio di bombe, all’esito favorevole dell’azione. Isolato ed accerchiato, resisteva sul posto. Ferito nuovamente e mortalmente all’addome da raffica di mitragliatrice, rimaneva sul posto incitando con l’esempio e con la parola il suo reparto fino al giungere dei rinforzi. A chi tentava di rincuorarlo, rispondeva con spartana fermezza: “So di essere ferito a morte! Questo è niente! Mi basta di aver mantenuto la posizione.” Esempio di eroismo che destò l’ammirazione anche dell’avversario.»

L’eroismo di Squarcia ebbe un ampio eco in patria e ad Ascoli Piceno. A lui fu dedicato lo stadio principale della città (all’epoca) “Stadio dei Giardini”. La figura e il ricordo di Ferruccio Squarcia però svanirono rapidamente nel dopoguerra, presumibilmente per motivi politici. Negli ultimi anni invece si è tornato a parlare di Ferruccio Squarcia, soprattutto grazie all’impegno nella memoria del movimento di “CasaPound” che ha omaggiato il Tenente di una pittura murale e ha ricordato spesso le sue gesta. Negli scorsi anni anche la curva dell’Ascoli ha reso onore a Squarcia producendo un bandierone di grandi dimensioni con la sua immagine.

Ferruccio Squarcia riposa nella “Torre degli Italiani” nel cimitero militare di Saragozza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *