La strage silenziosa dei terremotati che si tolgono la vita

Ascoli Piceno – Sarebbe giunto a 15 vittime il triste conto di coloro che si sono tolti la vita per cause e/o concause associabili al terremoto del 2016/17. Una strage che non fa rumore, passata sotto traccia dai grandi dell’informazione, ma che comincia a preoccupare per le proporzioni raggiunte. Un bilancio che secondo alcuni sociologi deve sommarsi alle 300 vittime dirette causate dal sisma. Per ogni venti vittime dirette, almeno una persona ha deciso di togliersi la vita nei due anni successivi. Case inagibili, ricostruzione a rilento, crisi economica e lavorativa, sradicamento, shock notturno, contribuiscono ad aumentare la lista di chi ha deciso di farla finita.

La sindrome depressiva post-sisma ha fatto ieri la sua ultima vittima: un anziano 79enne è stato ritrovato impiccato nella cantina della sua casa inagibile in contrada Cervare. A ritrovare il corpo sono stati i Carabinieri di Macerata.

C’è poi il 56enne di Castelsantangelo sul Nera, che il primo maggio scorso si è gettato dal terzo piano  di un appartamento di Alba Adriatica, dove viveva provvisoriamente (?) in attesa che la ricostruzione gli restituisse la sua casa e i 3 Bed&Breakfast che il terremoto gli aveva portato via.

A Favalanciata invece ha trovato la morte un giovane padre di 38 anni, anch’esso terremotato e trasferitosi ad Ascoli, che ha deciso di lasciare due figli utilizzando una baracca della sua ex frazione e un tubo di gomma. Era il 9 Novembre del 2017.

Più indietro nel tempo, era il 27 Ottobre 2017, quando un 79enne fu ritrovato morto dalla moglie nel giardino della sua casa inagibile a Colmurano. Aveva detto che voleva cambiare gli pneumatici.

Storia simile e stessa sorta per un 60enne di Collecreta, frazione di Amatrice che si è tolto la vita il 27 Febbraio del 2017, raggiungendo la sua abitazione spazzata via.

C’è poi la storia dell’allevatore di Fiastra, da tempo in attesa di una nuova stalla promessa dal governo e mai arrivata. Quella originale era stata distrutta dal terremoto insieme alla sua casa inagibile. il 58enne non ha retto e si è ucciso il 22 Maggio del 2017.

Sono tante le storie simili che si possono trovare con una semplice ricerca su internet. Gente profondamente segnata dal terremoto, ma anche ferita da una burocrazia che sembra un tunnel senza via d’uscita. 

Alcuni psicologi avevano lanciato l’allarme già qualche tempo fa: “I terremotati si sentono abbandonati.” L’appello però è rimasto quasi inascoltato.  E così continua la scia di sangue innescata quel 24 Agosto 2016 e che ancora oggi non si riesce a fermare. Una strage passata sotto silenzio e una sindrome che continua a mietere vittime. 

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