Bar Caldaie, parla il titolare: “Bertoni provocava e importunava i clienti”

Ascoli Piceno – Continua lo scontro sull’episodio avvenuto il 5 Gennaio scorso all’interno del Bar delle Caldaie, storico caffè ascolano, di recente balzato alle cronache nazionali per le accuse dell’omosessuale Raniero Bertoni che ha denunciato un’aggressione.

Il titolare del bar, Stefano Procaccioli, ha divulgato la sua versione dei fatti che non combacerebbe affatto con quanto affermato dall’avventore cacciato dal bar.

“Bertoni già in passato si era reso protagonista di comportamenti poco consoni, ma avevo sempre lasciato cadere. Questa volta, con il bar pieno, ha passato la misura poiché secondo me era evidentemente alterato. Da quando è entrato e per la successiva permanenza ha pronunciato frasi sconvenienti e volgari davanti a tutti, frasi sconce che non ripeto ma davvero pesanti. Mi ha lavorato ai fianchi per un’ora, dopodiché non ho potuto fare altro che spintonarlo fuori; ripeto, l’ho solo strattonato senza colpirlo o dire nulla, ci sono le telecamere a provarlo.”

A supporto di quanto detto da Procaccioli, la pagina Facebook del Bar delle Caldaie ha pubblicato gli screen di un dialogo intercorso nel 2017 proprio con Bertoni su facebook. Nella conversazione l’uomo faceva i complimenti al bar per la tolleranza e l’apertura dimostrate.

A dare credibilità alle parole del titolare ci sarebbe anche il precedente comportamento che Raniero Bertoni aveva riferito al sito FanPage, il primo a divulgare la notizia: “Il 13 ottobre si è tenuto il ‘coming out day’ ed io, che mi trovavo nel Bar delle Caldaie, avevo dichiarato di essere gay.”

Perchè farlo proprio in un bar, da sempre cuore pulsante della tifoseria dell’Ascoli Calcio, arcinota per il suo orientamento politico? Perchè farlo in un bar i cui avventori sono per lo più inclini alle idee politiche della destra? Perchè farlo in un bar che nel 2008 incorse in 5 giorni di chisura forzata da parte dell’allora Questore Mastrogiovanni in seguito ad una rissa tra clienti del bar e polacchi?

A queste domande dovranno dare una risposta gli inquirenti della Polizia di Stato, già al lavoro dopo la denuncia dell’omosessuale.

Nel frattempo online si sono scatenate le “tifoserie”, tra commenti, insulti ed accuse reciproche. A farne le spese la pagina facebook del bar, subissata di recensioni negative da parte di un attacco coordinato di nerd di sinistra, i più accaniti online sulla vicenda.

C’è un uomo che scrive che “il locale puzza”, un altro che si rivolge direttamente al barista: “Strunz”, un’altra lo chiama “nazista”, e c’è persino una donna che bestemmia contro il bar. Per non parlare del romano che lo definisce: “pericoloso per i bambini”.

Il bar ha stigmatizzato, si fa per dire, quanto successo, con uno stato facebook contro i “leoni da tastiera”.

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