31 Gennaio 1944, una strage colpevolmente dimenticata. Muoiono 19 civili innocenti in un “mitragliamento” alleato.

Ascoli Piceno – Nessuna commemorazione ufficiale, nessun ricordo istituzionale, non una riga sui quotidiani ordinari. C’è una storia dimenticata ad Ascoli Piceno, che non va raccontata, persa nei meandri di una guerra mondiale e di una logica di pensiero che tende a distinguere vittime di serie A e di serie B. Se vogliamo questa storia è ancora peggiore, perchè se si può arrivare a capire (senza giustificarla) la logica degli schieramenti che tendono a (non) raccontare una storia di parte quando le vittime sono dello schieramento opposto, non possiamo accettare, a maggior ragione, che ciò avvenga sulle spalle dei civili, persone che non hanno neanche la “macchia” ideologica o dell’appartenenza ad una fazione. Lo scopo può essere solamente quello di coprire le responsabilità dello schieramento che ci è simpatico e per il quale abbiamo fatto il tifo. Inaccettabile. Cerchiamo nel nostro piccolo di abbattere questo muro.

Siamo nel pieno della guerra civile, nel Gennaio del 1944, la battaglia di Montecassino non è ancora cominciata. Nelle maggiori città italiane si susseguono, però, tragici bombardamenti ed incursioni da parte degli alleati. Ascoli Piceno è stata dichiarata una città d’arte da preservare, tramite l’interessamento di alcuni intellettuali e del Papa stesso. Tale particolare “status” la preserverà dai bombardamenti più pesanti e distruttivi. Tuttavia non mancano i mitragliamenti inglesi, alla ricerca di soldati tedeschi e dei fascisti fedeli a Salò.

La mattina del 31 Gennaio 6 Spitfire inglesi partiti della Puglia, in una di queste operazioni sorvolano Ascoli. I velivoli della RAF, non si conoscono ad oggi le motivazioni, si abbassano violentemente puntando un bus della linea che collega Fermo e Ascoli, attraversando la Salaria all’altezza di Campolungo. Quello che allora era chiamato “gasogeno” esplode, è una carneficina, fiamme ovunque. I morti sono diciannove, tutti civili, tra loro lavoratori, studenti, donne, per lo più giovanissimi.

Aldo Morganti, all’epoca poco più che un bambino, è stato testimone di quell’attacco scriteriato, in quanto quel giorno si trovava nei pressi del torrente Chifenti, ed uno dei primi ad intervenire sul luogo dell’attacco, avvenuto proprio vicino al torrente lamense dove la Salaria compie una leggera salita prima del bivio per Appignano del Tronto. Su di lui fu realizzato un cortometraggio “31 Gennaio 1944 – Io ero bambino” con la sua testimonianza: “Mi trovai di fronte ad uno spettacolo terrificante con il gasogeno oramai bruciato adagiato sul terrapieno e brandelli di vestiti ed indumenti sparsi tutt’intorno e persino sugli alberi circostanti. Una visione veramente drammatica”

Oggi nessuna lapide, nessuna targa, nessun fiore ricorda l’accaduto, nonostante i 75 anni trascorsi. Nessuno riesce ancora a parlare di crimine di guerra. Nessun ufficiale inglese è mai stato perseguito. Nessun vertice militare ha mai spiegato quell’azione.

La vicenda è poco conosciuta anche tra gli ascolani e non viene mai menzionata nella storiografia cittadina.

Ricordiamo alcune delle vittime della strage, di cui siamo riusciti a recuperare i nomi:

BALESTRA Amelia 16.10.1899 Ascoli Piceno, civile

BRODOLONI Giacomo 5.9.1871 Porto Recanati, civile

CISBANI Niovetta 10.1.20 Montegranaro, civile 

D’AMICI Antonia 30 anni Brindisi, civile

DEL BUFALO Gino 24.5.10 Fermo, civile

DI FELICE Grazio 30.6.05 Moscufo (PE), carabiniere

LEONI Rosa 4.12.17 Fermo, civile

MASCITTI Giuseppina 5.9.27 Colli del Tronto , civile

PATRIGNONI Benedetto 3.9.22 Sant’Elpidio a mare, civile

PIATTONI Franco 13.4.21 Grottammare, civile

RIGO Arturo 6.12.08 Napoli, civile 

RIPANI Giovanni 17.12.1900 Palmiano, civile

TAVOLETTI Prassede, Colli del Tronto, 69 anni, civile

TUDINI Maria Nazzarena 4.2.28 Sanremo, civile

VENANZI Franco 2.3.22 Fermo, civile

Un pensiero riguardo “31 Gennaio 1944, una strage colpevolmente dimenticata. Muoiono 19 civili innocenti in un “mitragliamento” alleato.

  • 9 Aprile 2019 in 22:56
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    Mia zia morì in quel mitragliamento. Il suo nome era Ernesta Tomassini. Aveva 23 anni.

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