6 anni senza l’avv. Luigi Natali, uomo di tempra e gentilezza con una personalità d’altri tempi

Ascoli Piceno – Non si può che rimanere incantati ripercorrendo a ritroso la storia personale di Luigi Natali, uomo dallo spirito nobile, che ha dedicato la sua vita alla lotta per le cause più difficili e disperate, nella politica e nella professione.

Si sente spesso echeggiare la parola “senatore” quando qualcuno ricorda l’avvocato Natali, con riferimento alla sua elezione nel 1994 nelle file del MSI-AN, che unito alla sua età anagrafica (era nato nel 1915) fanno pensare ad una giovane adesione alle idee fasciste. Ma non è così.

Il giovane Natali non aderì mai al partito, neanche per una convenienza momentanea nei tempi del massimo consenso. Il suo percorso di avvicinamento a quella parte politica fu progressivo, post-bellico e quindi, se vogliamo, anche dettato da motivazioni interiori più profonde. Natali aveva vissuto il periodo di massimo splendore storico del regime con distacco, ma aveva deciso di prendere le parti dei vinti solo al momento della sconfitta, ovvero nel momento più sconveniente.

La caratura del personaggio era però tale che il distacco dal fascismo, negli anni ’30, non gli impedì di arruolarsi nell’esercito per un amor di patria e per un dovere interiore che così motivò in una delle sue ultime interviste: “vedevo i figli dei contadini partire per la guerra e, restando a casa, mi sentivo in colpa, quasi da vergognarmi: così, nonostante fossi stato appena operato di appendicite, decisi di arruolarmi nell’esercito” .

L’impegno politico venne più tardi, quando l’avvocato, già affermato nella professione, tenace nelle sue posizioni, battagliero nello spirito ma sempre cortese nei modi, arringò una difesa in Corte d’Appello di Ancona a tutela dei Repubblicani di Salò. Lì Natali, affascinato dal fervore e dalla fierezza di quei ragazzi, che spassionatamente avevano deciso di difendere l’onore in una guerra già persa, si convinse ad iscriversi nelle fila del Movimento Sociale Italiano.

Da lì, un’epopea di successi, che lo portò infinite volte tra i consiglieri comunali e provinciali di Ascoli Piceno, due volte consigliere regionale nelle Marche e la storica elezione a senatore nel 1994, un riconoscimento alla carriera politica che aveva portato il Movimento Sociale finanche oltre il 30% ad Ascoli Piceno.

Ma la statura di Natali era tale da essere riconosciuta anche dai propri avversari, sia in tribunale che in politica. Nonostante gli anni duri della contrapposizione ideologica, non mancarono mai gli attestati di stima e la sottolineatura dei modi gentili, in particolar modo rivolti verso il gentil sesso, che ne crearono un unicum difficilmente replicabile: verve passionale e cortesia dei modi, per una personalità che travalica i tempi.

Partecipò alla ricostruzione post bellica di Ascoli collaborando con il sindaco Orlini e fu nominato addirittura dal CLN commissario di Rotella.

La gentilezza e l’educazione nei modi però non hanno mai impedito al senatore di perdere il contatto con la fisicità reale. Storico tifoso della Samb, Natali, non poté fare a meno di rifilare uno schiaffo in pieno volto ad Antonio Tormenti, il presidente che nel 95 portò la Sambenedettese al fallimento. “Lo incrociai in tribuanle. Gli chiesi per quale motivo avesse deciso di rovinare una città come San Benedetto e una squadra gloriosa come la Samb, mi rispose in malo modo”. Lo schiaffo fu inevitabile.

Da senatore Natali presentò un progetto di legge che riformasse la Banca d’Italia per ribadire la proprietà pubblica della moneta e la correlazione tra valore e riserva aurea, avvalendosi della consulenza di Giacinto Auriti, il professore visionario che seguiva le teorie di Ezra Pound, fiero oppositore del signoraggio bancario. Tema ancora oggi al centro del dibattito internazionale.

La proposta fu sottoscritta da 17 senatori appartenenti a 5 partiti diversi (da Alleanza Nazionale a Rifondazione Comunista) ma fu rigettata. Fu replicata nel 1997 da altri senatori, ma non fu mai discussa in parlamento.

Celebri le sue battaglie per l’ammodernamento della strada Salaria che collega Roma con l’Adriatico, suo chiodo fisso.

Esercitò la professione anche in età anziana. Negli ultimi anni non aveva perso la tempra e presenziava spesso, anche gli incontri politici della zona, proponendo interventi interessanti e sempre applauditissimi. In una delle ultime uscite pubbliche intervenne ad un incontro di CasaPound contro il governo Monti, elogiando i ragazzi e ribadendo la sua stima per le teorie del poeta americano a cui l’associazione s’inspira. “Sono venuto ad abbeverarmi di questa cultura dal sapore antico. Immenso piacere nel vedere tutti questi giovani”.

Nel 2013 la morte dell’avvocato gettò nel lutto i familiari e il figlio Giulio che ne ha raccolto l’eredità politica e professionale.

Oggi alle 18.30 presso il Duomo di Ascoli Piceno una funzione religiosa in ricordo del senatore a 6 anni dalla sua scomparsa

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